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CENNI STORICI SUL TAI CHI |
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Il Tai Chi Chuan è nato dal Taoismo. Il Taoismo ha molti punti in comune con lo Yoga indiano e con lo Zen giapponese. Esso si fonda sulla ricerca di se stessi tramite l'armonia con i poteri della vita. I Taoisti conoscevano perfettamente i ritmi biologici del corpo umano in relazione con la natura e sapevano che ogni cosa è mantenuta in vita da una grande energia che chiamarono Chi. Inoltre osservarono che tutto ciò che ha relazione con il decadimento e con la morte, è per sua natura rigido. |
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Attraverso secoli di sperimentazioni, furono messi a punto un notevole numero di procedimenti atti a prolungare la vita tramite il controllo del Chi e basati sulla morbidezza e l'elasticità corporale. Realizzarono in seguito che l'equazione durezza / decadimento/ morte e morbidezza / rigenerazione / vita era universalmente valida ed applicabile in qualunque campo dell'esistenza. Appare chiara la relazione che ciò poteva avere con l'Arte Marziale. Dobbiamo ricordare che la civiltà cinese era molto più progredita di quella giapponese, e che gli imperatori cinesi erano dediti allo studio delle scienze, delle arti e del Nei Tien (Alchimia Interiore) che si occupava della trasmutazione dei fluidi vitali in energia spirituale. Il Tai Chi Chuan, nato in questo contesto, non poteva non avere quel qualcosa in più che lo differenziasse dai metodi esterni, infatti il suo nome incominciò ad echeggiare in tutta la Cina come sinonimo di mistero e di invincibilità. |
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Nella visione Marziale del Tai Chi Chuan, l'aggressione viene neutralizzata creando un vuoto nel quale si esaurisce la forza Yang dell'avversario; il nostro Yin svuota la forza Yang dell'attaccante, trasformando il suo Yang (pieno di forza) in Yin (vuoto/cedevolezza) ed il nostro Yin diviene Yang; ora, divenuti Yang, saremo in grado di respingere armonicamente e con estrema facilità l'aggressione ricevuta, la quale si è trasformata in Yin. Se impariamo ad utilizzare consapevolmente questa legge, l'aggressore non ha alcuna possibilità di reazione. |
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Nel Tao (forma a solo), questa continuità appare chiaramente. Dopo lunghi allenamenti, essa viene registrata dall'incoscio e riprodotta spontaneamente anche a grande velocità. |